Approfondimenti



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Confronto degli effetti acustici delle maschere facciali sul parlato

Ryan M. Corey, Uriah Jones, Andrew C. Singer - anno 2021

Le mascherine facciali sono uno strumento importante per
rallentare la trasmissione delle infezioni attraverso le vie respiratorie. Purtroppo acuiscono le difficoltà di ascolto, soprattutto per le persone con problemi di udito. Attutiscono i suoni ad alta frequenza
che sono fondamentali per la comprensione del parlato
e bloccano i segnali visivi che sono particolarmente importanti
per le persone con problemi di udito. In questo studio sono riassunti gli effetti di diverse tipologie di maschere facciali sui segnali vocali e sulla direzionalità del suono.

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Perdita dell'udito e deficit cognitivi:
approfondimenti dalle popolazioni pediatriche

Arianna Di Stadio, Dalila Roccamatisi, Massimo Ralli - anno 2020

La demenza è una malattia molto diffusa. Le cause alla sua base non sono completamente comprese, ma certamente la ricerca degli ultimi anni ha evidenziato una forte associazione tra il declino dei sistemi sensoriali e la funzione cognitiva. In particolare si è arrivati a stimare che la perdita dell'udito contribuisca fino al 9,1% di tutti i casi di demenza. Il trattamento della perdita uditiva sembra favorire la difesa contro il declino cognitivo nell’adulto anziano. Una possibile ragione di ciò è il miglioramento delle capacità di memoria di lavoro utilizzando una protesi uditiva. Studi recenti hanno mirato ad esplorare i deficit cognitivi nella popolazione pediatrica con perdita dell'udito unilaterale, svincolandosi così dall’incidenza che le altre comorbilità sensoriali legate all’età possono rivestire negli studi sulle popolazioni più anziane. Sono stati condotti test di lavoro e memoria a breve termine e i pazienti con ipoacusia unilaterale hanno mostrato risultati decisamente più bassi rispetto alle loro controparti con udito normale. Tuttavia, in seguito al trattamento della perdita uditiva, i punteggi della memoria a breve termine sono migliorati significativamente. Si notano quindi gli effetti positivi che il ripristino uditivo potrebbe avere sulla cognizione e si suggerisce fortemente la riabilitazione acustica negli adulti con perdita dell'udito.

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Relazione congressuale EUHA 2020

L. Notarianni, M. Marcato - anno 2020

L’EUHA è l’associazione tedesca degli audioprotesisti. Offre una piattaforma dove audioprotesisti, accademici, clinici e il pubblico possono interagire, con l’obiettivo di fornire la migliore assistenza possibile alle persone con problemi di udito. E’ impegnata nello sviluppo di linee guida e raccomandazioni per l’intero settore professionale impegnato nella cura dell’udito.
Il congresso quest’anno si è svolto on line articolandosi tra una serie di seminari dei quali si riporta una breve sintesi. 

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Ipoacusia e menopausa: esiste una relazione?

Antonio R. De Caria - anno 2020

Il passaggio dalla fase riproduttiva della vita di una donna allo stato di transizione menopausale e alla post-menopausa comporta molte modificazioni sia fisiche sia psichiche, come le alterazioni uditive. Non sono molto numerosi i lavori presenti in letteratura riguardo l’alterazione dell’udito subito dopo la menopausa e i risultati che ne emergono non hanno una direzione univoca. Ciò che comunque è stato dimostrato è il ruolo chiave svolto dagli estrogeni in molti organi e sistemi e si ritiene che essi contribuiscano all’elaborazione uditiva centrale.

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Infermieri-ostetriche. Come comunicare con i pazienti sordi. Revisione della letteratura

Maria Luisa Asta - anno 2019

Era il lontano 2006 quando Widex introduceva per la prima volta nei suoi algoritmi di fitting il meccanismo di abbassamento frequenziale. Di lì a seguire, una alla volta, tutte le più grandi case produttrici di apparecchi acustici si sono succedute nello studio e nella realizzazione della loro versione di algoritmo ed oggi tale tecnologia è praticamente disponibile su tutti i dispositivi più importanti.

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Il beneficio protesico e il ruolo delle abilità cognitive, dell’età e del deficit uditivo

G. Tognola, A. Mainardi, V. Vincenti, D. Cuda - anno 2019

La correlazione tra deficit uditivo e peggioramento dalle abilità cognitive è ormai un fatto acclarato. Numerosi sono gli studi che evidenziano come l’ipoacusia nell’anziano sia uno dei fattori di rischio più significativi nell’accompagnare il soggetto lungo un più veloce e talvolta prematuro declino cognitivo.
Ma vi sono anche studi che mostrano quanto significativo sia il miglioramento delle caratteristiche audiometriche ricorrendo all’uso di apparecchi acustici (in termini di soglie tonali e soglie di percezione del parlato in quiete e nel rumore) sia come diminuzione della percezione della disabilità e dell’handicap dovuti alla ipoacusia. In questo studio sono state valutate diverse abilità cognitive, tra cui la memoria a breve termine, le funzioni esecutive e l’attenzione e tutti i dati raccolti sono stati attentamente analizzati. 

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Cambiamenti a livello neurologico e comportamentale dopo l'uso di apparecchi acustici

Hanin Karawani, Kimberly A. Jenkins, Samira Anderson - anno 2018

All’interno di soggetti con perdita di udito in correlazione all’età sono state osservate differenze fisiologiche tra utenti portatori di apparecchi acustici e non. Le persone con problemi di udito che non hanno utilizzato apparecchi acustici hanno mostrato ridotte capacità di elaborazione temporale, deficit fisiologici nella codifica dei suoni e diminuzione della sincronia neurale: tutti effetti fisiologici che possono contribuire alle difficoltà di ascolto soprattutto in ambienti di ascolto non ottimali. L'uso di apparecchi per un periodo di almeno sei mesi può compensare in parte quei deficit neurali.

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Presbiacusia e declino cognitivo nell'anziano

F. Cocita, L. Vernuccio, A. Sardella, F. Belluzzo, F. Inzerillo, L. Dominguez, V. Giammanco, T. Pastorello, M. Barbagallo - anno 2017

L’ipoacusia è una patologia particolarmente diffusa tra le popolazioni occidentali che interessa prevalentemente le persone anziane.
La perdita dell’udito ne riduce le capacità comunicative e può contribuire al loro isolamento limitando le opportunità sociali con ricadute importanti sul benessere del soggetto e sulla sua qualità di vita.
Molto spesso si instaura un quadro di depressione che peggiora ulteriormente il quadro clinico.
Sono numerosi gli studi che hanno associato la perdita dell’udito ad una rapida progressione del declino cognitivo con una possibilità molto maggiore nei soggetti ipoacusici di sviluppare un deterioramento delle funzioni cognitive rispetto a soggetti normoudenti.
Presbiacusia e declino cognitivo sembrano essere legate da un doppio binario: da una parte la deprivazione uditiva a lungo termine può avere un impatto negativo sulle capacità cognitive, dall’altro le capacità cognitive limitate possono ridurre la percezione uditiva aumentando così gli effetti della perdita dell’udito. 

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Abbassamento frequenziale dieci anni dopo

Joshua M. Alexander, PhD - anno 2016

Era il lontano 2006 quando Widex introduceva per la prima volta nei suoi algoritmi di fitting il meccanismo di abbassamento frequenziale. Di lì a seguire, una alla volta, tutte le più grandi case produttrici di apparecchi acustici si sono succedute nello studio e nella realizzazione della loro versione di algoritmo ed oggi tale tecnologia è praticamente disponibile su tutti i dispositivi più importanti.

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Email: acusticalatini@libero.it  Tel: 035 5295140 
Cell: 328 4938846

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